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Sistema Cardiovascolare

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Problema

Malattie cardiovascolari

Con il nome malattie cardiovascolari (CV) si indicano una serie di problemi di salute che riguardano il cuore o i vasi saguigni.

Sono ancora la principale causa di morte in Italia e in tutto il mondo.

Determinano disabilità e riducono in maniera importante la qualità di vita delle persone, ed inoltre gravano in maniera pesante sulla spesa sanitaria.

La gran parte delle malattie CV si possono prevenire con l’eliminazione di specifici fattori di rischio (es. modificando gli stili di vita, evitando sovrappeso e obesità).

Le persone che hanno un rischio cardiovascolare elevato devono essere identificate precocemente.

Ipertensione arteriosa

L'ipertensione arteriosa è una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie è più elevata del desiderabile cioè supera i 140 mmHg di massima e i 90 mmHg di minima.

L’ipertensione è un fattore di rischio per malattia cardiovascolare come ad esempio: angina pectoris, infarto del miocardio, ictus cerebrale.

I suoi sintomi non sempre sono riconoscibili, perciò è meglio controllare la pressione con regolarità.

Gli stili di vita non corretti fanno aumentare la pressione arteriosa anche tra i giovani, e favoriscono la formazione di placche aterosclerotiche (ateromi).

Aterosclerosi

L’aterosclerosi è una alterazione (di struttura e funzione) della parete di un’arteria; è causata da un eccesso di lipidi nel sangue (ipercolesterolemia).

Il colesterolo circolante nel sangue si deposita nella parete interna dell’arteria formando delle vere e proprie placche (placche aterosclerotiche (ateroma)) che sviluppandosi causano l’ispessimento e l’indurimento della parete.

Ciò provoca un restringimento dell’arteria e una riduzione del flusso sanguigno.

Se la placca chiude il lume dell’arteria o se un pezzetto di placca si stacca e va a ostruire un vaso sanguigno a distanza (es. il cervello) si verificano danni molto gravi come l’infarto del miocardio e l’ictus.

Cardiopatia ischemica

Questo termine indica un insieme di malattie del cuore legate a un ridotto o del tutto assente afflusso di sangue al cuore (ischemia).

Ciò crea uno squilibrio tra la necessità di ossigeno del cuore (quanto gliene serve per fare il suo regolare lavoro) e la quantità che gli arriva effettivamente.

Un’ischemia grave può causare anossia (assenza di ossigeno) e infarto dei tessuti cardiaci.

Sono manifestazioni cliniche della cardiopatia ischemica l’angina pectoris e l’infarto del miocardio.

Numerosi fattori di rischio cardiovascolare concorrono a determinare una cardiopatia ischemica.

Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è il più frequente disturbo del ritmo cardiaco dell’età adulta.

Viene scatenata da impulsi elettrici generati anche al di fuori del nodo seno-atriale (punto di origine degli impulsi normali), in molti punti differenti del cuore, in maniera totalmente caotica e con frequenza molto elevata.

Le contrazioni cardiache stimolate dalla fibrillazione sono irregolari e disorganizzate perciò l’attività cardiaca è poco efficace.

La fibrillazione ha durata variabile e può diventare cronica.

La sua frequenza nella popolazione aumenta con l’aumentare dell’età.

E’ un disturbo del ritmo che può avere conseguenze gravi.

Rischio cardiovascolare

Rischio cardiovascolare globale assoluto

Il rischio cardiovascolare globale assoluto è un indicatore che permette di valutare la probabilità che abbiamo di ammalarci di un evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) conoscendo il livello di alcuni fattori di rischio modificabili.

Il livello di rischio non si calcola considerando i fattori singolarmente, ma prendendoli in considerazione nel loro insieme (valutazione globale del rischio).

La valutazione del rischio cardiovascolare

Per valutare il proprio rischio cardiovascolare globale non si deve valutare solo il livello di un singolo fattore di rischio (es. colesterolo o pressione arteriosa) ma anche quello di altri fattori presenti.

Per esempio una persona che ha un valore di colesterolo non particolarmente elevato e, che di per sé potrebbe non creare preoccupazione, può avere un rischio cardiovascolare se fuma e se ha la pressione arteriosa più elevata del normale (ipertensione) o sono presenti altri fattori concomitanti.

Il rischio cardiovascolare si può calcolare con la Carta del rischio cardiovascolare.

La carta del rischio cardiovascolare

La carta del rischio cardiovascolare serve a stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di sei fattori di rischio: sesso, diabete, abitudine al fumo, età, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia.

È uno strumento che va usato dal Medico o dal farmacista appositamente formato.

I fattori di rischio cardiovascolare

Sistema Cardiovascolare - Apoteca Natura

I fattori di rischio cardiovascolare sono condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare una malattia del sistema cardiovascolare e di andare incontro a un evento grave, come un infarto o un ictus.

Alcuni sono fattori indipendenti dalla nostra volontà e non possiamo modificarli, anche se devono essere tenuti in considerazione per definire il proprio indice di rischio.

Altri sono fattori “modificabili” cioè ne possiamo ridurre l’influenza o rimuoverla del tutto con il nostro comportamento.

Prevenzione del rischio cardiovascolare

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L’elevata frequenza delle malattie CV è dovuta alla sempre maggiore diffusione di stili di vita sbagliati (es. stili alimentari scorretti, fumo).

Le malattie cardiovascolari si sviluppano nel corso di anni in maniera silenziosa, per poi manifestare i sintomi quando sono già in uno stadio avanzato.

Perciò è importante intervenire per tempo e prevenire cioè correggere i propri stili di vita quando si è ancora sani o comunque non si hanno disturbi evidenti, per ridurre il proprio rischio cardiovascolare globale per malattie cardiovascolari “maggiori” come l’infarto del miocardio e l’ictus.

Info

L'infarto del miocardio

L’infarto del miocardio è un danno grave irreversibile del muscolo cardiaco causato dall’interruzione del flusso di sangue (ischemia prolungata) per l'occlusione parziale o totale di una arteria coronarica.

L’infarto del miocardio può manifestarsi quando si è a riposo, durante uno sforzo fisico intenso o dopo una forte emozione.

Nella maggior parte dei casi i sintomi insorgono improvvisamente e sono tipici: dolore al petto (precordiale, cioè in corrispondenza del cuore o dietro allo sterno), sudorazione fredda profusa, intenso stato di malessere, nausea e vomito.

Se il trattamento non è immediato un infarto può essere mortale.

Cos'è la placca arterosclerotica?

È un’alterazione della parete delle arterie formata dall'accumulo di colesterolo, calcio, cellule infiammatorie e materiale fibrotico (tessuto poco elastico).

La placca può ostruire l’arteria, ostacolando il flusso del sangue, e può farla diventare più rigida.

Può succedere che la placca si rompa e il pezzo che si stacca causi la chiusura completa del lume del vaso (lo spazio interno all’arteria) con interruzione completa del flusso ematico (ischemia)

Il fumo come danneggia il cuore?

Il fumo espone l’organismo a sostanze nocive a livello cardiocircolatorio, in particolare la nicotina e il monossido di carbonio.

La nicotina, stimola la produzione di adrenalina (ormone e neurotrasmettitore) che aumenta la velocità del battito cardiaco sottoponendo il cuore a uno sforzo eccessivo.

Il monossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno trasportata dal sangue ai vari organi e tessuti del corpo.

Il fumo può favorire la vasocostrizione o gli spasmi delle arterie (soprattutto delle coronarie).

Ictus

Ictus è un termine latino che letteralmente significa “colpo” e indica la caratteristica principale di questa malattia, cioè la sua insorgenza improvvisa in persone sane.

Nell’80% dei casi è dovuto alla occlusione di un’arteria cerebrale da parte di un trombo con conseguente ischemia (Ictus ischemico); nel 15-20% invece è causato da un’emorragia cerebrale (Ictus emorragico).

È un problema frequente negli anziani e ha un impatto negativo importante sulla salute di chi ne è colpito.

Cos'è l'angina pectoris

L’angina pectoris (dolore al petto) è causata da una riduzione del flusso di sangue al cuore (ischemia transitoria) che causa una insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco.

Inizia in genere in seguito a uno sforzo fisico e si risolve in breve tempo con il riposo.

Il sintomo tipico è un senso di peso o un dolore acuto e improvviso al torace, formicolio e senso di indolenzimento alle braccia, affaticamento, sudorazione, nausea.

I sintomi possono essere diversi da una persona all’altra e possono anche essere assenti.

È un sintomo da non trascurare mai, ma soprattutto se compare anche a riposo!

Come cercare la presenza di un disturbo

La presenza di un disturbo del ritmo cardiaco, come per esempio la fibrillazione atriale, può essere sospettata valutando il ritmo del battito cardiaco mentre si misura la pressione arteriosa.

Questo si può fare con gli sfigmomanometri automatici che rilevano sia la pressione sia la frequenza cardiaca.

La misurazione si può fare da sé o si può chiedere aiuto al farmacista o al Medico curante.

Nel sospetto di un disturbo del ritmo cardiaco devono essere eseguiti degli accertamenti approfonditi.

Grazie alla ricerca attiva delle aritmie è possibile ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco o, peggio, un Ictus ischemico.

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