Le piante d'appartamento depurano l’aria degli  ambienti in cui soggiorniamo - Apoteca Natura

Le piante d’appartamento depurano l’aria degli ambienti in cui soggiorniamo

Associazione Medici per l'Ambiente / Inquinamento Indoor / Piante depurative / / /

Viviamo gran parte della nostra vita in ambienti chiusi come case, scuole, uffici, mezzi di trasporto, palestre, etc e purtroppo all’interno l’aria è molto più contaminata che all’esterno. I livelli di inquinanti dell’aria interna sono spesso da 2 a 5 volte superiori a quelli dell’aria esterna; perciò, per gran parte della giornata respiriamo un’aria più dannosa di quella esterna e questo può causare danni, anche importanti, alla salute.

I problemi legati all’aria interna contaminata, possono manifestarsi acutamente, se gli inquinanti sono in grande quantità come nel caso di un incidente industriale con emissioni tossiche, oppure a distanza di lungo tempo quando l’esposizione è lenta e protratta nel tempo.  

Negli ambienti chiusi si ritrovano i contaminanti dell’aria esterna come il particolato atmosferico (le particelle sospese e presenti nell’aria) e le sostanze potenzialmente tossiche rilasciate da una varietà di fonti industriali, dal traffico di auto, aerei, oltre a quelle disperse nell’ambiente in agricoltura.

Agli inquinanti esterni si aggiungono sostanze della cui immissione siamo responsabili per i prodotti che utilizziamo (es. quelle che si trovano nei detersivi, nei profumanti per ambiente, nei disinfettanti, nelle pitture, vernici, cere, tappeti, solventi, nei prodotti antinsetto, nel fumo di sigaretta, piani cottura a gas, caminetti), per come arrediamo la casa (tipo di mobili, tessuti di arredamento), e per come cuciniamo, riscaldiamo e raffreddiamo gli ambienti e per le apparecchiature che usiamo (fotocopiatrici e stampanti).

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) segnala che nell’aria interna sono spesso presenti molte sostanze dotate di importante tossicità: come ad esempio il benzene, il monossido di carbonio, la formaldeide, il biossido di azoto, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), il tricloroetilene e il tetracloroetilene.

Effetti sulla salute dell’aria interna

Le miscele chimiche di contaminanti possono causare disturbi in chi è esposto, anche se presenti a livelli molto bassi. Ciascuno di noi reagisce agli inquinanti in maniera differente, sia per una diversa sensibilità individuale, sia per la presenza di eventuali altri problemi di salute.

Gli effetti negativi possono manifestarsi poco dopo una singola intensa esposizione a un inquinante o dopo esposizioni minime ripetute nel tempo. Chi soffre di malattie respiratorie come l’asma o la bronchite cronica ostruttiva può star peggio per la presenza di inquinanti nell’aria interna.

Le persone che soffrono della Sindrome dell’Edificio Malato hanno sensazioni di malessere, di irritazione del naso, degli occhi e della gola, disturbi della pelle, allergie e altro. Se i sintomi di cui si soffre svaniscono o scompaiono quando si è fuori da casa, dall’ufficio o da scuola, e ricompaiono quando si rientra all’interno, si può sospettare che ne siano responsabili alcuni inquinanti presenti nell’ambiente.  

Curarsi della qualità dell’aria interna

È bene curarsi della qualità dell’aria interna della propria casa, ufficio, scuola anche quando non percepiamo segni di fastidio evidenti. Bisogna controllare spesso che i sistemi di riscaldamento e raffreddamento funzionino bene e mantenere livelli adeguati di umidità (es. umidità relativa invernale del 40-50%).

Il modo più efficace di migliorare l’aria interna è il frequente ricambio dell’aria, attraverso la ventilazione naturale, tenendo aperte porte e finestre (se a vasistas, per almeno mezz’ora). Senza un frequente ricambio dell’aria interna, i contaminanti si concentrano e aumenta il rischio di effetti negativi.

Se si vive in città in un’area molto trafficata è meglio arieggiare la casa nelle ore di minor traffico. Le finestre devono restare sempre chiuse anche per giorni, però, se nell’area in cui viviamo si verifica un incidente in uno stabilimento industriale con emissione nell’aria esterna di nubi tossiche.

Ovviamente dobbiamo anche limitare al minimo o eliminare del tutto l’uso di prodotti che possono emettere sostanze tossiche, ad es. limitare l’uso di pesticidi, spray profumati, detergenti, detersivi, candele profumate, ridurre al minimo gli arredi e i complementi di arredo.  

Le piante migliorano l’aria interna

L’ipotesi che le piante potessero migliorare l’aria interna era già stata posta nel 1772 da Joseph Priestley uno studioso che aveva osservato che gli animali e gli uomini “consumano aria” e che le piante riescono a rinnovarla e purificarla.

Nel 1980 la NASA (l’ente spaziale americano) ha dimostrato che le piante sono in grado di rimuovere gli inquinanti atmosferici. Su questo argomento da allora sono state fatte molte sperimentazioni che hanno confermato le proprietà depurative delle piante.

Ovviamente, come accade per molte aree di ricerca, ci sono anche esperti abbastanza scettici e studi che riportano risultati completamente negativi.

Come fanno le piante a purificare l’aria?

Si suppone che le piante possano migliorare la qualità dell’aria interna (IAQ) assorbendo contemporaneamente anidride carbonica (CO2) e rilasciando ossigeno (O2) attraverso il processo di fotosintesi dipendente dalla luce, e aumentando l’umidità dell’aria grazie al vapore acqueo traspirato dalle foglie attraverso gli stomi (microscopici pori).

Ancora più importante sarebbe la loro capacità di rimuovere dall’aria i Composti Organici Volatili (COV) che sono inquinanti molto pericolosi; di questo gruppo fanno parte la formaldeide, il benzene, il toluene e molti altri.

Le piante rimuoverebbero i contaminanti trattenendo sulla superficie delle foglie quelli gassosi, il particolato e il bioaerosol (le particelle sospese nell’aria di origine biologica come batteri, virus, tossine, etc.). Questi inquinanti verrebbero poi assorbiti attraverso gli stomi, e degradati a prodotti meno tossici che possono essere metabolizzati per essere utilizzati dalla pianta o vengono re-immessi nell’aria o espulsi tramite le radici.

Nel processo di depurazione sarebbero di aiuto anche i moltissimi microrganismi (batteri e funghi) associati alla pianta sia nelle sue parti sotterranee (radici e rizomi) sia in quelle aeree, (es. le superfici delle foglie).

Quali piante possiamo mettere nelle nostre case per depurare l’aria?

Delle numerose piante che sembrano avere una particolare capacità di depurare l’aria interna di appartamenti o locali chiusi ne citeremo solo alcune. Si tratta di piante che si adattano abbastanza bene agli ambienti chiusi e che non richiedono particolari abilità di giardinaggio; si trovano comunemente in serre e mercati cittadini, non sono costose e sono anche belle da vedere collocate in gruppi in vari spazi della casa.

Tra le più note e comuni il Photos (Epipremnum aureum) che rimuoverebbe formaldeide, tricloroetilene, tetracloroetilene e i COV; la Palma Areca (Dypsis lutescens) per la rimozione della CO2; la specie Spatifillo (Spathiphyllum sp.) che rimuoverebbe alcuni idrocarburi aromatici e il tetracloroetilene; il Falangio (Chlorophytum comosum) utile per la rimozione del benzene, del monossido di carbonio, dell’anidride carbonica, del toluene, dell’etilbenzene e del particolato; il Tronchetto della Felicità (Dracaena Fragrans o Deremensis), per la CO2 e i COV: la Sansevieria Trifasciata che sarebbe utile per rimuovere la formaldeide, il toluene, l’etilbenzene e il tricloroetilene.

Spatifillo (Spathiphyllum sp.)

Il benessere che si ottiene dalle piante in casa

In un libro di recente pubblicazione, il ricercatore e attivista ambientale indiano Kamal Meattle, che vive e lavora a Nuova Delhi, una città fortemente contaminata, dopo essersi reso conto che la sua cattiva salute dipendeva dall’aria viziata che respirava, ha deciso di creare un ambiente più verde e più salubre all’interno del palazzo in cui trascorreva gran parte del suo tempo lavorando.

In tutto il palazzo sono state inserite numerosissime piante d’appartamento comuni e la loro presenza ha effettivamente migliorato la salute sia di Meattle sia di altri suoi colleghi. È stata riscontrata una minore incidenza di mal di testa, una migliore ossigenazione del sangue e un maggiore rendimento lavorativo.

Creare un ambiente interno “verde” comporta un maggiore benessere personale dal punto di vista fisico, ma anche una migliore qualità della situazione lavorativa o di studio.

Ricerche di psicologia ambientale confermano, infatti, che le piante all’interno degli ambienti in cui viviamo influiscono in maniera positiva sulla produttività, sulla soddisfazione lavorativa e riducono le assenze per malattia.

Nei partecipanti ad uno studio che lavoravano in uffici con piante le sensazioni negative (stress, ansia, depressione, rabbia, affaticamento, confusione e umore negativo) sono diminuite in generale del 30-60% rispetto a quelle manifestate dai partecipanti che non avevano piante.

Anche una sola pianta è stata sufficiente per ottenere dei benefici. Il fatto stesso di prendersi cura delle piante sembra favorire sentimenti positivi di fiducia in sé stessi. Questi aspetti sono molto importanti da considerare quando gli interessati sono giovani studenti. 

Conclusioni

Le piante, anche quelle di piccole dimensioni disposte in piccoli gruppi, hanno la capacità di fitodepurare l’aria interna, di abbatterne i livelli di inquinanti tipici e di garantire benefici psicologici sia per loro bellezza sia per il piacere che si prova prendendosene cura.

Tutto ciò si ottiene con una modica spesa e un impegno minimo di tempo per prendersene cura.

Ovviamente, non bastano le piante a migliorare la qualità dell’aria interna. Occorre anche limitare al minimo il livello di inquinanti che si sprigionano da prodotti di utilizzo comune, arredi, mobili, arieggiare spesso gli ambienti per favorire il ricambio dell’aria,avere sistemi di riscaldamento e raffreddamento dell’abitazione più ecologici possibile.

Inoltre, dopo un lungo soggiorno al chiuso non c’è nulla di meglio di una passeggiata in un parco o anche di una breve sosta in una piccola area verde urbana per limitare i problemi di salute creati dal soggiorno troppo prolungato in ambienti chiusi.

L’autrice

Dottoressa Vitalia Murgia

Medico, specialista in Pediatria. Docente al Master di II liv. in Nutrizione e Nutraceutica dell’età evolutiva Università di Pavia. Centro Studi per la formazione e la ricerca in pediatria del territorio. ISDE-Italia.

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