La buona salute: il giusto cibo per un corpo nuovo

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La più moderna ricerca scientifica afferma che le chiavi della salute e della longevità dipendono per il 30% dalla genetica, il 20% dal sistema sanitario e il 50% dallo stile di vita. Significa che siamo soprattutto noi a condizionare il nostro benessere psicofisico e la durata della nostra vita.

La consapevolezza di sé e una buona dose di “sano narcisismo” aiutano quindi a vivere meglio e più a lungo e a contrastare le sempre più diffuse “malattie comportamentali”, quelle cioè generate da modi di agire sbagliati e aggressivi verso l’organismo: fumo, alcol, stress, scarsa attività motoria, droga, inquinamento ambientale. E, naturalmente, cattiva alimentazione.

Mangiare è più di un semplice e banale calcolo giornaliero di calorie. «Mangiare è pensare» come dice il medico di fama e specialista in Scienza dell’Alimentazione Dottor Pier Luigi Rossi, che nel suo ultimo libro “La buona salute“, pubblicato da Aboca Edizioni, analizza proprio come il rapporto vitale tra cibo e corpo costituisca la base per la nostra salute fisica e psichica.

«Riscoprire di avere un corpo e non solo sognare una desiderata immagine corporea, significa acquistare un metodo consapevole di salute e di alimentazione. Riscoprire di avere un corpo è una scelta di medicina preventiva, è un approccio sistemico, olistico ed ecologico verso se stessi.»

La copertina de “La buona salute”, il libro di Pier Luigi Rossi pubblicato da Aboca Edizioni.

L’ecologia della salute

L’interconnessione tra alimentazione, intestino, cervello e stati emotivi è un nuovo orizzonte scientifico che non può più essere ignorato. Occorre infatti recuperare una visione sistemica del corpo umano, che è un sistema biologico complesso, costituito da tante componenti interagenti tra loro e soprattutto aperto, perché al suo interno, oltre a ciò che mangiamo, entrano acqua, aria, cultura, inquinanti fisici, microbiologici e chimici, luce solare, ossigeno, pensieri, cultura ed escono altrettanti elementi come energia, calore metabolico, anidride carbonica ma anche comportamenti, emozioni e azioni.

Se il cibo è uguale per tutti sulla tavola, il corpo che lo assume è diverso per ognuno di noi. Ed è proprio la consapevolezza di questa diversità che genera salute o malattia in relazione alla nostra dieta. Ecco perché il Professor Rossi sottolinea come sia necessario uscire dal “gossip dietetico imperante” che ci fa vivere l’alimentazione solo in funzione del dimagrimento. L’atto del mangiare, ricorda, è tutt’altro il mero calcolo delle calorie giornaliere.

«Il concetto di “dieta” va ricondotto al suo valore semantico originario della lingua greca “stile di vita”, “regola di vita”. Saper scegliere il proprio cibo per recuperare e mantenere il peso forma, la salute metabolica, vuol dire realizzare un modello di alimentazione consapevole. La conoscenza genera la salute. L’ignoranza, intesa come non conoscenza, può generare la malattia.»

L’io biologico: conoscere il proprio corpo

“Terrorizzati” dalle calorie, condizionati del marketing pubblicitario che promuove il consumo massiccio di cibo, spesso affrontiamo la questione alimentare solo perché ossessionati dal voler dimagrire. Una visione riduttiva e limitata che va combattuta e superata attraverso la conoscenza.

A cominciare da quella, fondamentale, del proprio “io biologico”, ovvero la struttura corporea soggettiva e unica che ci appartiene. Ciascuno ha il suo patrimonio genetico, non esiste un essere umano con il nostro stesso DNA. Siamo tutti diversi. Solo la conoscenza del nostro organismo e degli effetti che il cibo ha sul corpo genera una salute consapevole.

È allora facile comprendere come ciascuno si salvi da solo, trasformandosi da consumatore passivo a consumatore attivo, in grado di scegliere il cibo più adatto a garantire buon funzionamento e benessere psicofisico. 

In questa visione il peso corporeo – seppur importante – è solo l’ultimo anello della catena. Il numero che compare sulla bilancia è la risultante di massa grassa, massa magra muscolare, acqua corporea (intracellulare ed extracellulare) e massa ossea. Per dimagrire, bisogna diminuire la massa grassa. La massa magra muscolare, ad ogni età e senza distinzione di sesso, deve quantitativamente essere superiore alla massa adiposa.

Il peso è la risultante di massa grassa, massa magra, acqua corporea e massa ossea.


Ma come detto non è tutta una questione di peso: bisogna soprattutto conoscere il rapporto tra muscolo e adipe. Una persona può avere un giusto peso corporeo, ma essere metabolicamente obeso e avere le patologie dovute all’obesità per eccesso di adipociti ipertrofici (cellule del tessuto adiposo, aumentati di volume per eccesso di trigliceridi accumulati al loro interno), produttori di proteine infiammatorie.

La sarcopenia (perdita di muscolo) unita a un eccessivo introito alimentare giornaliero genera obesità, stato infiammatorio cronico, patologie correlate all’obesità: ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, diabete mellito tipo 2, aterosclerosi, dislipidemie con alti livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue, sindrome metabolica.

Un eccesso di adipe, localizzato a livello sottocutaneo addominale (circonferenza ombelicale) e all’interno della cavità addominale, il “grasso viscerale”, è un fattore di rischio patologico, degenerativo.

Oltre alla quantità di grasso corporeo, è davvero rilevante per la salute la topografia corporea. Il grasso addominale (viscerale e sottocutaneo) è il più pericoloso per la salutel’efficienza metabolica e la longevità, rispetto al grasso sottocutaneo dei fianchi e degli arti inferiori. Il tessuto adiposo bianco addominale è capace di secernere proteine infiammatorie (citochine). È un organo endocrino, cioè secerne ormoni responsabili di patologie interessanti l’intero organismo.

La topografia adiposa e il peso corporeo condizionano la qualità di vita, la salute, la longevità di ciascuna persona. La gestione del proprio peso, la localizzazione della propria massa adiposa sono scelte personali che hanno valenza primaria per il benessere psicofisico da non chiudere solo in una cornice estetica.

«Dimagrire è ridurre “solo” la massa grassa, senza intaccare la massa magra muscolare e l’acqua corporea, in particolare intracellulare. Conoscere solo il peso corporeo non basta più per la salute e per la longevità, occorre conoscere la composizione corporea, in particolare la sede della massa grassa.»

Rinnovarsi per non morire

Conoscere il proprio corpo vuol dire anche essere consapevoli degli straordinari eventi biologici che avvengono al suo interno e sapere come agevolarli attraverso una corretta alimentazione.

Ogni giorno, per esempio, muoiono circa 70 miliardi di cellule dentro i nostri organi corporei. Le cellule morte nei vari organi sono sostituite da nuove cellule attraverso la proliferazione cellulare chiamata mitosi. Ma la mitosi cellulare di un organo non è sufficiente a mantenerne la struttura e l’efficienza: per garantire la buona esistenza del nostro corpo con il passare degli anni intervengono le cellule staminali, cioè le cellule madri di altre cellule, prodotte nel midollo osseo per arrivare nel cuore, nel fegato, nel muscolo, nel grasso.

Una colonia di cellule staminali embrionali al microscopio.

Se l’integrità e la funzionalità del midollo osseo sono compromesse, le cellule staminali non vengono più prodotte. Il risultato? Gli organi del corpo non si rinnovano, inizia un processo di senescenza e il nostro organismo perde inesorabilmente la sua vitalità, invecchiando velocemente.

Un eccesso di grasso corporeo genera uno stato di lipotossicità (eccesso di acidi grassi saturi) all’interno del midollo osseo che riduce lo spazio biologico delle cellule staminali e quindi la disponibilità di esse per l’intero organismo. Per limitare la lipotossicità è necessario diminuire gli acidi grassi saturi derivanti soprattutto dagli alimenti di origine animale e/o da un eccesso giornaliero di carboidrati (che nel fegato possono essere trasformati in acidi grassi saturi). Valori elevati di LDL-colesterolo sono un indicatore di possibile presenza di lipotossicità sistemica. Avere una steatosi epatica è un segno di lipotossicità.

Alla luce di tutto questo appare perciò evidente che ridurre l’atto alimentare a un calcolo di calorie giornaliere sia, oltre che banale, senza alcun fondamento scientifico. Il cibo che ingeriamo, così come l’ossigeno che inaliamo, è in grado di rinnovare ogni giorno il nostro corpo, di mantenerlo vivo e ben funzionante il più a lungo possibile. E affinché ciò avvenga, è indispensabile tornare a una riappropriazione di responsabilità del nostro stato di salute attraverso, come ricorda il Dottor Rossi, un approccio preventivo“ecologico”di conoscenza e di rispetto della nostra “casa” anatomica e di quel che mangiamo.

«La salute è una consapevole felicità: il piacere del vivere in un corpo vitale e sano, ad ogni età. Ogni giorno noi creiamo, con il nostro stile alimentare e di vita, le condizioni migliori per invecchiare bene. Mangiare non è solo un calcolo giornaliero di calorie. E non si mangia solo per dimagrire. Mangiare è pensare, è vivere.»

L’autore

Dottor Pier Luigi Rossi, medico, è specialista in Scienza dell’Alimentazione, in Igiene e Medicina Preventiva, docente del Master Alimentazione ed Educazione alla Salute dell’Università degli Studi di Bologna, docente al Master Dietetica e Nutrizione dell’Università Cattolica di Roma, docente di Nutrizione Molecolare Master Medicina Estetica Università degli Studi di Sassari. Professore (a.c.) in Scienza dell’Alimentazione all’Università degli Studi di Siena-Arezzo dal 1995 al 2009. Esperto del Consiglio Superiore di Sanità dal 2003 al 2006 e Dirigente Medico (Primario) ASL-Arezzo dal 1990 al 2009. Ha ideato il metodo molecolare di alimentazione consapevole ed è autore di libri e ricerche scientifiche. Dal 1990 ad oggi è stato ospite in RAI nelle trasmissioni “Più sani Più belli”, “Linea Verde”, “Uno mattina”, Domenica IN”, “Geo&Geo”, “Occhio alla spesa”, “Uno mattina Verde”, “Medicina 33″, TG1. Per Aboca Edizioni ha pubblicato “Dalle calorie alle molecole” (2014) e “Conosci il tuo corpo, scegli il tuo cibo” (2016).

Dottor Pier Luigi Rossi, autore de “La buona salute”, pubblicato da Aboca Edizioni.