Affrontare la gravidanza nel Terzo Millennio

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La gravidanza, il periodo pre-concezionale e quello post-natale, rappresentano momenti di straordinario rilievo, sia per coloro che si apprestano a diventare genitori in un mondo così complesso e confuso, sia per il nascituro, perché è nei primi periodi della vita che si pongono le basi del nostro destino fisico e psichico dell’intera esistenza.

Sempre più accreditata è la teoria secondo cui l’origine di molte patologie quali diabete, obesità, ipertensione, malattie neurodegenerative, tumori risalga proprio alla programmazione” degli organi e dei tessuti che avviene durante la vita fetale.

Tale “programmazione” si sviluppa sotto l’influenza di fattori esogeni (nutrizionali, ambientali, fisici, chimici), relazionali ed emotivi che possono agire sull’esito della gravidanza, sulle caratteristiche del parto e sulla salute del nascituro, in senso favorevole e non. 

Particolarmente importanti sono i primi 1.000 giorni che comprendono, oltre ai 9 mesi della vita intrauterina, anche i primi due anni di vita, cruciali per il neuro sviluppo data l’elevata plasticità del cervello (la potenzialità del cervello di variare funzione e struttura) in questa fase dell’esistenza. 

Il primissimo periodo della vita dà il “via” a tutto ciò che seguirà. È dunque fondamentale che il primo passo venga fatto nella giusta direzione.

Un periodo cruciale

La gravidanza è in genere contraddistinta da una particolare sensibilità degli aspiranti genitori, specie della madre, verso il futuro del proprio bambino, per il quale ovviamente si desidera il miglior destino possibile. Questa predisposizione emotiva può rappresentare la spinta utile per migliorare il proprio stile di vita e aumentare la consapevolezza sui rischi ambientali che contraddistinguono la nostra epoca. 

Le buone abitudini da seguire in gravidanza andrebbero adottate in ogni fase dell’esistenza e, se si cerca di restare incinta, almeno nei sei mesi antecedenti il concepimento perché le cellule germinali (ovociti e soprattutto spermatozoi) debbono essere nella loro forma migliore!

Il buon esito della gravidanza e la salute del nascituro dipendono da una complessa interazione di fattori materni, placentari e fetali. L’assunzione materna delle giuste quantità di nutrienti (carboidrati, lipidi, proteine, minerali e vitamine) e ossigeno gioca un ruolo fondamentale, come dimostrato dall’alterata crescita fetale osservata sia nell’uomo che in altre specie animali nei casi di disequilibrio fra questi elementi. 

Con altrettanta certezza sappiamo pure che il fumo di tabacco (anche passivo) aumenta il rischio di nascite pretermine o di neonati di basso peso, al pari della cattiva qualità dell’aria che troppo spesso respiriamo nelle nostre città. Discorso analogo per l’assunzione di qualunque bevanda alcolica o droga, da evitare assolutamente. 

Tutti consigli che si sommano ad altri “alert” normalmente offerti alle gestanti, come l’invito a fare attenzione all’uso dei farmaci, a non consumare pesci di grossa taglia per ridurre l’assunzione di mercurio e a evitare il contatto con animali domestici che potrebbero trasmettere malattie come la toxoplasmosi. 

Gravidanza e ambiente

Minore rilevanza viene riservata ai consigli sulla riduzione dei rischi chimici e fisici che contraddistinguono la nostra epoca, pericoli su cui anche le più importanti società di Ostetricia e Ginecologia a livello internazionale da tempo hanno richiamato l’attenzione. 

Nel 2015 la FIGO – Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia ha pubblicato uno studio sugli impatti delle sostanze tossiche ambientali sulla salute riproduttiva affermando che “prevenire l’esposizione ai prodotti chimici ambientali è una priorità per i professionisti della salute riproduttiva di tutto il mondo.

Il problema non è affatto secondario e numerosi studi di biomonitoraggio dimostrano nelle urine delle gravide o nel sangue del cordone ombelicale la presenza, anche nel 100% dei casi, di centinaia di sostanze estranee e tossiche. 

Molte di queste sono presenti nel comune ambiente di vita o di lavoro e di recente sono stati individuati ben 1.251 agenti pericolosi per la salute riproduttiva, di cui 462 classificati “ad alta priorità”; fra questi rientrano pesticidi, metalli pesanti e metalloidi, solventi, idrocarburi policiclici, diossine, policlorobifenili, ftalati, ritardanti di fiamma, composti perfluoroalchilici, spesso caratterizzati dall’agire come Interferenti Endocrini

Rischi chimici: gli Interferenti Endocrini 

Gli “Interferenti Endocrini” (IE) comprendono agenti di diversa natura chimica in grado di interferire con le fisiologiche funzioni ormonali (possono alterare l’equilibrio ormonale degli organismi viventi compreso l’uomo) ed i cui effetti sono ancor più insidiosi in gravidanza

Gli IE interagiscono con i normali segnali biochimici rilasciati dalle ghiandole del nostro organismo, deputate a regolare funzioni delicatissime: immunitarie, endocrine, metaboliche, riproduttive, neuropsichiche. 

Fra essi rientrano:

  • gli ftalati presenti in prodotti per la cura della persona, tessuti, imballaggi alimentari e ritrovati al di sopra del “limite di rilevazione” (LOD) nel 50% di donne gravide;
  • parabeni ampiamente utilizzati come conservanti, specie nella cosmetica;
  • ritardanti di fiamma (Difenileteri Polibromurati PBDE), presenti in apparecchiature elettriche e tessuti;
  • gli acidi perfluoroalchilici (PFAA), utilizzati come antiaderenti in pentolame e tessuti e responsabili di un gravissimo inquinamento in Veneto. 

Da citare anche i pesticidi, spesso presenti in multiresiduo negli alimenti in quantità pericolose pur se entro i limiti di legge (tali limiti sono infatti calcolati per adulti e non per embrioni o feti).

Azione di interferenza endocrina hanno infine il Bisfenolo-A, presente nelle plastiche, il Triclosan, comune disinfettante, presente in saponi, dentifrici, dispositivi medici (etc.) e molti composti organici persistenti (Persistent Organic Pollutant) che, benché messi al bando da decenni come i Policlorobifenili (PCB), ancora si ritrovano in ogni matrice ambientale grazie alla loro stabilità chimica.

Molti prodotti cosmetici e per la cura della persona contengono quantità rilevanti di Interferenti Endocrini.

Rischi fisici: i campi elettromagnetici 

Oltre ai rischi chimici vi sono quelli fisici e se tutti sanno che le radiazioni ionizzanti sono pericolose e vanno assolutamente evitate le radiografie, specie nei primi tre mesi di gravidanza, minore percezione del rischio vi è nei confronti delle radiazioni non ionizzanti quali i campi elettromagnetici emessi da apparecchiature elettroniche come wi-fi, cordless, cellulari, computer da cui siamo sempre più circondati. 

Di necessaria importanza è ridurre l’esposizione delle donne durante la gravidanza e dei soggetti in via di sviluppo, in ragione della maggior sensibilità del sistema nervoso immaturo. Anche in questo caso i bambini rappresentano, infatti, la categoria più a rischio, per varie ragioni: 

  • l’esposizione è potenzialmente destinata a durare decenni; 
  • il cervello è in via di organizzazione funzionale (sinapsi, circuiti, etc.); 
  • la barriera emato-cerebrale è molto permeabile; 
  • la parte di tessuto cerebrale esposta è, in proporzione, assai maggiore rispetto agli adulti; 
  • il tessuto osseo ha uno spessore inferiore; 
  • il tessuto cerebrale ha maggior tenore idrico e più elevata concentrazione ionica e quindi conduce e assorbe più energia.

Numerosi sono gli effetti biologici correlati alle radiofrequenze, in particolare danni alla barriera emato-encefalica e alle cellule neuronali, disturbi neuro-comportamentali e al neuro sviluppo, infertilità, disturbi metabolici e del sistema endocrino). Nello specifico, un elevato utilizzo del cellulare in gravidanza, può comportare un aumentato rischio di deficit di attenzione ed iperattività nei nati molto probabilmente per alterazioni dei livelli di melatonina nella madre.  

Buone notizie

Molto però possiamo fare per la nostra salute e per quella del bambino che aspettiamo: è ormai documentato che un’ alimentazione biologica diminuisce il rischio di malattie allergiche ed obesità, protegge lo sviluppo cerebrale, riduce la assunzione di metalli (in particolare cadmio) e l’eventualità di antibiotico-resistenza

I cibi biologici non solo sono esenti da pesticidi, ma hanno anche migliori profili nutrizionali rispetto a quelli convenzionali e OGM, presentando maggiori livelli di polifenoli, antiossidanti e di Omega-3 in carne e latte. 

Da una recente revisione sistematica sull’argomento è emerso che un aumento del consumo di alimenti biologici comporta ridotta incidenza di infertilità, malformazioni, allergie, otite media, pre-eclampsia, sindrome metabolica, elevato indice massa corporea, tumori e specie linfomi. 

Particolarmente importante è la riduzione dell’esposizione a insetticidi organofosforici, estremamente dannosi per il cervello in via di sviluppo, anche a dosi minimali. 

A questo fine sono importanti non solo le scelte personali, ma anche quelle politiche perché, quando pericolose sostanze sono state bandite, si sono rapidamente riscontrati benefici. Tra il 2012 e il 2014, 18 pesticidi sono stati vietati in Israele e ciò ha fatto diminuire i livelli di alcuni loro metaboliti di oltre il 36% nelle urine di 273 gravide e in quelle di 107 nati nel periodo 2012-2016.


Un’alimentazione biologica diminuisce il rischio di malattie allergiche e protegge lo sviluppo cerebrale del nascituro.

Conclusioni

Ciò che noi siamo è il risultato di molteplici e complesse influenze, in parte di tipo ereditario e genetiche, in parte di tipo ambientale, relazionale, sociale e comportamentale. Mentre non possiamo agire sui tratti ereditari, possiamo cercare di agire su tutti gli altri fattori, cercando di creare un ambiente il più possibile favorevole e salubre, in grado di accogliere nel modo migliore la nuova vita che si sta sviluppando. 

Non bisogna dimenticare che la serenità, l’autostima, la fiducia nel proprio istinto e nelle proprie capacità di amare e accudire un figlio sono sentimenti che ogni mamma dovrebbe risvegliare dentro di sé perché rappresentano la miglior guida per vivere a pieno la più bella avventura che ci sia dato provare: trasmettere e custodire la Vita.

Comportamenti utili 

  • Preferisci connessioni via cavo al wireless e il telefono fisso al cordless; usa il cellulare il meno possibile, sempre con l’auricolare o il viva voce e solo se c’è pieno campo, non usarlo in auto o in treno (etc.).
  • Spegni il Wi-fi e tutti i dispositivi elettronici durante la notte, specie in camera da letto.
  • Non fumare e non permettere che qualcuno lo faccia vicino a te
  • Non fare uso di alcolici ed evita il consumo di bevande che contengono zuccheri, coloranti e additivi.
  • Consuma cibi freschi, poco elaborati e scegli il più possibile alimenti biologici.
  • Conserva gli alimenti in contenitori di vetro ed evita il più possibile cibi e bevande in imballi plastici.
  • Preferisci pesci di piccola taglia che hanno un minore contenuto di mercurio.
  • Non utilizzare pesticidi, insetticidi, diserbanti in casa o nel giardino, ricorda che è un tuo diritto esigere il mantenimento di distanze di sicurezza se vivi in prossimità di coltivazioni intensive.
  • Usa sempre i dispositivi di protezione individuale se sei professionalmente esposta a sostanze tossiche e informati sui tuoi diritti quando sei in stato di gravidanza.
  • Fai attenzione ai prodotti per l’igiene personale e per i capelli e a tutto ciò che applichi sulla pelle, oltre che alle protezioni solari; preferisci prodotti senza derivati del petrolio, parabeni e additivi chimici.
  • Utilizza prodotti il più possibile naturali per la pulizia della casa. Fai attenzione alla scelta dei materiali, degli intonaci, delle vernici, degli arredi e per la cameretta del tuo bambino privilegia materiali naturali e certificati.
  • Evita le strade trafficate, soprattutto nell’ora di punta, e non passeggiare in campagna o sui bordi delle strade, se sono stati fatti trattamenti con pesticidi. 

Articolo a cura di:

Dott.ssa Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo, Membro Giunta Nazionale ISDE Associazione Medici per l’Ambiente

Fonti consultate: