Felicità come prevenzione sanitaria: migliorare il benessere delle persone riduce le malattie e la spesa sanitaria

Felicità come prevenzione sanitaria: migliorare il benessere delle persone riduce le malattie e la spesa sanitaria

La recente creazione di un Ministero per la Solitudine in Gran Bretagna ha due motivazioni: la solitudine è molto estesa (un britannico su sei ne soffre) e sta facendo esplodere la spesa sanitaria. Infatti il rischio di malattie e morte delle persone socialmente isolate è molto più alto di quello delle persone con una ricca vita sociale. Il motivo è che la solitudine rende infelici ed essere infelici fa impennare il rischio di ammalarsi. Tutto ciò è quanto documentano ricerche e dati.

E di questi temi si parlerà alla Conferenza Internazionale su Felicità e Salute (Siena 19-21 marzo, complesso di S. Francesco). La conferenza è coordinata da Stefano Bartolini, docente del Dipartimento di Economia Politica e Statistica dell’Università di Siena, e da Francesco Sarracino, economista di Statec (Istituto Centrale di Statistica del Lussemburgo).

La conferenza è stata organizzata grazie ad un generoso contributo di Apoteca Natura che, in collaborazione con il Professor Bartolini, ha creato per le sue Farmacie il servizio “La felicità è salute” per sensibilizzare le persone su questo tema.

“Gli studi sulla felicità – spiega Bartolini -  hanno mostrato che le persone infelici si ammalano di più, sia di cancro e malattie cardiovascolari, sia di malattie assai meno gravi come influenza, mal di schiena o disturbi digestivi. In pratica il sistema sanitario è il terminale del malessere perché la sofferenza tende a creare problemi di salute. Se l’infelicità aumenta, aumenta anche la spesa sanitaria”. Ci sono vari motivi per cui l’infelicità rende più fragile la salute. Il malessere e lo stress – spiegano alcuni studi - indeboliscono il sistema immunitario e cardiovascolare. Inoltre le persone più infelici tendono avere stili di vita meno sani, mangiano peggio, fumano di più, ecc. “Le buone relazioni – riprende Bartolini - proteggono la salute perché rendono più felici. I medici quando ci fanno una visita di controllo – ancor prima di misurarci la pressione, palpato l’addome, chiesto informazioni sulla nostra dieta, l’attività fisica, il fumo – dovrebbero chiederci: hai molti amici? Sei soddisfatto dei tuoi rapporti con loro? E con il tuo partner amoroso? Frequenti gruppi o associazioni volontarie? Quanto sono importanti per te? Tendi a fidarti degli altri? Soltanto se le nostre risposte indicano che abbiamo una vita affettiva e sociale molto ricca essi dovrebbero congratularsi e incoraggiarci dicendoci che stiamo facendo la cosa giusta per campare sani e a lungo”.

Invece la solitudine è diventata un problema di massa, che colpisce in modo particolarmente acuto bambini, adolescenti e anziani. Mentre in giovane età la solitudine tende a produrre soprattutto problemi di salute mentale, in età avanzata produce anche malattie fisiche. Gli anziani isolati hanno un rischio più elevato di morire per ogni causa di morte.

L’aumento del malessere e della solitudine stanno contribuendo al peggioramento di molti indicatori di salute. Mentre la longevità ha continuato ad aumentare, gli anni vita sana, cioè privi di malattie invalidanti, sono diminuiti. Ad es. dal 1995 al 2008 la speranza di vita in Italia è cresciuta di 4 anni ma gli uomini hanno perso 5 anni di vita in buona salute e le donne ben 9. Dati di questo genere non sono una peculiarità italiana. Praticamente in tutti i paesi europei la forbice tra vita sana e longevità si è allargata negli ultimi decenni.

L’allargamento di questa forbice significa in pratica che si stanno creando schiere crescenti di malati cronici. Sono queste schiere che creano una pressione insostenibile sul sistema sanitario. Si tratta in particolare della popolazione in età più avanzata. Per alleggerire la spesa sanitaria nel medio periodo è decisivo affrontare il problema della solitudine degli anziani. La prevenzione di lungo periodo richiede invece di affrontare la solitudine dei bambini, perché una infanzia ricca di relazioni ha effetti positivi permanenti sulla felicità e la salute.

“L’aumento della solitudine in età giovane e anziana – conclude Bartolini - hanno in parte cause simili. In città le relazioni dei bambini e degli anziani hanno bisogno di un tessuto sociale a portata di pedone e di spazi comuni protetti dalle auto. Ma l’invasione della auto ha limitato fortemente queste possibilità. È così che i gruppi di bambini che giocano per le strade sono scomparsi dalle nostre città. Ci sono politiche urbane che si sono dimostrate efficaci per affrontare questi problemi, applicate in molte città del mondo. Esse sono basate sulla creazione di aree pedonali, giardini, centri sportivi, restrizioni al traffico privato e sul potenziamento di quello pubblico e su bici. Politiche di questo genere hanno costi limitati e possono avere effetti positivi sui bilanci pubblici. Più giardini nei quartieri, politiche sul territorio che promuovano incontri, relazioni ed attività sociali, consentono risparmi sensibili di spesa sanitaria. Ed è quindi evidente lo stretto legame tra felicità, salute e finanze pubbliche di un Paese” 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Sarai informato delle iniziative e degli eventi riguardanti Apoteca Natura.
*Campi obbligatori

Farmacie Apoteca Natura - Per una salute consapevole

Frazione Aboca 20 - 52037 Sansepolcro (AR)
C.F. e P.I. 02133800512 - Registro imprese di Arezzo 02133800512 - Capitale sociale: € 14.920.000 i.v. - Numero REA 164243 Arezzo