Nascono a Scuola le Città Sane e Sostenibili

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La lezione dei Greci

La scuola è quel terreno in cui i semi del futuro germogliano, crescono, diventano piante adulte. L’origine del termine scuola è latina. La sua etimologia è riconducibile al termine scola (o schola) che deriva a sua volta dal greco σχολή (scholè) che, un po’ sorprendentemente, significa ozio, riposo.

Ai tempi dell’antica Grecia rappresentava il luogo in cui ci si riposava dalle fatiche della vita quotidiana per dedicarsi allo studio, al ragionamento. Una comunità di uomini, sotto la guida di un maestro, veniva educata e istruita al sapere, vivendo insieme e scambiando le idee.

Per i Greci l’educazione comprendeva due parti: la musica e la ginnastica. Nel senso greco la parola musica racchiudeva tutto quello che aveva a che fare con le Muse: conoscere la musica, saper leggere, scrivere, studiare la letteratura. La musica educava l’anima e la ginnastica educava il corpo. Solo una parte della popolazione giovanile poteva però frequentare la scuola.

Dobbiamo attendere Carlo Magno perché la scuola diventi un’opportunità per tutte le classi sociali. Oggi, per fortuna, la formazione scolastica rappresenta un diritto: “La scuola è aperta a tutti …“(Art. 34 della Costituzione Italiana).

Qual è oggi la sfida per la scuola

L’attenzione della comunità scolastica deve rivolgersi alle questioni di fondo che la scuola è chiamata ad affrontare con senso di responsabilità, tenendo conto delle mutate condizioni in cui si svolge l’azione educativa. Bisogna cioè fornire agli studenti gli strumenti essenziali per divenire persone capaci di comprendere e gestire il cambiamento, padroneggiando conoscenze al fine di consentire un vivere sociale critico e responsabile.

La scuola dovrebbe liberarsi dalla tradizionale esigenza del nozionismo, trasformarsi nello strumento in grado di appassionare alla conoscenza. Occorre offrire ai giovani le chiavi di comprensione e interpretazione della realtà, attraverso l’interiorizzazione di schemi logico-concettuali mediante i quali integrare i diversi saperi. Occorre cioè passare – ci suggerisce il sociologo Edgar Morin“dalla testa piena alla testa ben fatta”. 

Rimangono validi i quattro pilastri dell’educazione indicati da Jacques Delors (1997) nel Rapporto all’Unesco della Commissione Internazionale sull’Educazione per il XXI secolo: l’imparare a conoscere (possedere una cultura generale che permetta di avere gli strumenti dell’acquisizione progressiva delle conoscenze); l’imparare a fare (trasformare le conoscenze in competenze necessarie alla vita sociale e professionale); l’imparare a vivere con gli altri (educarsi all’esercizio della cittadinanza, al rispetto dell’altro e della diversità, alla cooperazione, alla legalità, al bene comune) e soprattutto l’imparare ad essere (assumersi le responsabilità di uomini e di cittadini chiamati a costruire un nuovo umanesimo).

A questi principi oggi appare indispensabile aggiungerne un quinto: l’imparare a rispettare l’ambiente (dalle condizioni del luogo che abitiamo deriva il nostro benessere).

La scuola andrebbe vissuta come il luogo nel quale apprendere e sperimentare la convivenza democratica, la partecipazione, dove progettare il futuro. 

Per fare tutto questo è importante Conoscere. E Conoscere significa collegare la storia con il presente, le scoperte scientifiche con la qualità della vita. La prevalente attitudine a separare le discipline ci impedisce di collegare, inquadrare, comprendere.

Educazione alla Scienza Ecologica

La scienza ecologica è l’esempio più concreto per l’apprendimento della conoscenza sistemica, poiché la sua base è la nozione di ecosistema inteso come unità funzionale da cui dipende la regolazione della vita di tutti gli esseri umani. L’educazione alla scienza ecologica è transdisciplinare poiché mobilita le conoscenze della geografia, della storia, della geologia, del clima, della fisica, della chimica, della batteriologia, della botanica, della zoologia e di un numero sempre maggiore di scienze umane. La conoscenza ecologica è divenuta vitale in quanto permette la presa di coscienza sulle degradazioni della biosfera che ha riflessi sull’umanità invitandoci a trovare soluzioni al futuro del pianeta.

Le città sono il futuro

Le città sono il termometro degli effetti dell’azione umana sull’ambiente. In una Città Sana e Sostenibile la salute è il fulcro attorno a cui ruotano le politiche finalizzate a creare ambienti favorevoli alla salute dei suoi abitanti. Nei centri urbani, infatti, diventa possibile fruire l’esito di scelte sostenibili sia individuali, sia comunitarie. Si può partire da una scuola in cui i problemi ambientali fanno parte del patrimonio culturale per formare cittadini solidali e responsabili.

Che cosa possiamo fare

Questo momento storico ci spinge a riflettere su come le malattie siano in realtà un collante che lega un individuo a un altro, una specie a un’altra. All’interno di queste complesse reti biofisiche che definiamo ecosistemi è contenuto un equilibrio che l’uomo sta minando.

La devastazione ambientale sta creando nuove occasioni di contatto con patogeni, un aumento delle malattie croniche, tumorali, degenerative. Interferisce persino in utero con il “progetto uomo” modificando l’espressione del DNA. 

Questo bagaglio di conoscenze scientifiche ci permette di riconoscere gli errori offrendoci l’opportunità di riparare. È necessario mettere queste conoscenze a disposizione di tutti, tradurre gli studi scientifici in termini comprensibili anche ai “non addetti ai lavori”, incentivare incontri con docenti e studenti da parte di medici, biologi, farmacisti, agronomi, di chiunque nel settore sia competente sui temi Ambiente e Salute.

La scuola, del resto, come ci insegnano gli antichi Greci, è il luogo in cui gli insegnanti aiutano gli allievi a far nascere passioni; è il tempo del ragionamento, in cui la conoscenza porta a una coscienza; è lo spazio in cui si stabiliscono relazioni; è l’opportunità di elaborare una nuova responsabilità ecologica, di iniziare a cambiare le nostre città, di ripensarle Sane e Sostenibili.

Bibliografia

  • Città Sane e Sostenibili, Alessandra Pedone, Roberto Romizi, Città Sane-Rete italiana OMS 2020.
  • Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione, Edgar Morin, 2015, Raffaello Cortina Editore.
  • The Sixth Extinction, Elizabeth Kolbert, 2014, Henry Holt and Company Editore.
  • Congetture e confutazioni. Lo sviluppo della conoscenza scientifica, Karl R. Popper, 2009, Il Mulino Editore.
  • Le sfide educative della scuola oggi, Zoom – Franco Venturella, 2009.

Autore

Dott.ssa Maria Grazia Serra

Coordinatrice Nazionale Progetto Scuola di Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) – Apoteca Natura. Membro dell’Ufficio di Presidenza ISDE Italia Medico, specialista in oftalmologia perfezionata in oftalmologia pediatrica.

Da molti anni si dedica alle questioni ambientali e in particolar modo si dedica all’informazione della cittadinanza sulle problematiche sanitarie secondarie alle varie forme d’inquinamento; è ideatrice di sportelli informativi presso le farmacie della sua città, organizza incontri formativi sui temi ambiente e salute nelle scuole.

È autrice di una guida per l’educazione alla scienza ecologica dedicato agli alunni delle scuole medie di I e II grado edito da Apoteca Natura. Autrice di fiabe e di numerosi testi teatrali che affrontano tematiche ambientali dedicate ai bambini della scuola primaria.